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1 nov 2016

Il sogno di Platone, Avventura Indiana, Così-Sancta: tre racconti di Voltaire - Tradotto da Sergio Piscopo » Recensione

Buongiorno a tutti i miei lettori e non!^^
Vi auguro una buona giornata, molti di voi saranno impegnati nella commemorazione dei morti, per questo vi auguro di essere forti e di sorridere con e per loro.
Non so se qualcuno di voi ha notato ma questa settimana alcuni piani sono saltati.
La mia schedule è saltata, ma io non mi dispero, dai.

In ogni caso, spero di risvegliare un po' l'interesse portandovi questa recensione che sa un po' di classico.



➳ Titolo:  Il sogno di Platone, Avventura Indiana, Così-Sancta
➳ Autore: Voltaire
➳ Traduttore: Sergio Piscopo
➳ Casa editrice: La bottega dei traduttori (youcanprint)
➳ Pagine: 23
➳ Prezzo:  €6,00 cartaceo €0,99 ebook

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➳ Trama





Nel boccaccesco racconto Cosi-Sancta (1746), testo fintamente mutuato da La Città di Dio di Sant'Agostino, la protagonista si troverà, suo malgrado, a tradire suo marito per ben tre volte, nonostante le sue intenzioni siano sempre state virtuose. Cosi-Sancta dovrà svelare un arcano, rispondendo a un quesito alquanto singolare: può da un piccolo male derivare un grande bene?

Ne Il Sogno di Platone (1756), Voltaire immagina che il filosofo ateniese abbia avuto un sogno, nel quale fantastica di una ipotetica diatriba scaturita tra i geni che hanno creato i vari pianeti. Uno di questi deride con malizia Demogorgone, il creatore della Terra, rinfacciandogli di aver plasmato un pianeta imperfetto. La sentenza del grande Demiurgo, nondimeno, risulta essere una lezione piuttosto pungente, accompagnata da una scarsa dose di modestia.

Nella Avventura indiana (1766), il filosofo parigino ci racconta di un Pitagora sventurato il quale, trovandosi in India, assiste al supplizio di due giovani indiani condannati al rogo per aver dubitato della sostanza di due divinità indù. Tuttavia, egli riuscirà a salvarli anche se, per uno scherzo del fato, non riuscirà a salvare se stesso. Non a caso, la lapidaria chiosa finale porta con sé un'amara ironia: "si salvi chi può!".


➳ Recensione

Premettiamo una cosa: stiamo parlando di tre racconti veramente brevi.

Onestamente io sono affascinata dai classici, nonostante ne abbia letto pochissimi, e quindi appena ho avuto la possibilità di recensire questo mi sono gettata su di esso.
Come dice il traduttore (Sergio Piscopo) all'inizio del libro l'italiano usato è proprio quello che risultava dalla traduzione letterale dei testi di Voltaire.
E con questa scelta sono perfettamente d'accordo, essendo lo scopo quello di riportare i racconti originali.
Una delle cose che più mi è piaciuta, infatti, è che ho imparato vari vocaboli nuovi.


Così-Sancta


Un piccolo racconto che narra di come una donna si trovi ''costretta'' a tradire il marito per salvare la vita ai suoi cari.
Diciamo che le vicende sembrano leggermente forzato ma credo sia appunto per rendere il concetto.
Alle volte per amore degli altri si arriva a fare scelte che una persona normalmente non farebbe, scelte che normalmente detesta.
Questa donna è costretta a tradire il marito per ben tre volte non trovando altre soluzioni, proprio come un veggente le aveva detto anni prima.


Avventura Indiana

Come detto in precedenza il linguaggio usato non è propriamente ciò che usiamo noi ai giorni nostri, infatti per questa storia ho avuto qualche piccola difficoltà a comprendere la fine al primo colpo. Una seconda lettura mi ha di certo aiutato.
Pitagora si trova in India per sperimentare la cultura dei gimnosofisti e si trova davanti, in un dato giorno, due giovani in procinto di essere condannati a morte.
Una piccola storia sull'ironia della vita, su come alle volte si riesca a salvare gli altri ma non se stessi.
Predicare la tolleranza rasserenò il suo animo, salvò quei due indiano ma lui..
Infatti dopo aver salvato dalle fiamme quei due indiani Pitagora morirà anch'egli sotto le fiamme che bruciarono casa sua.


Il sogno di Platone


"Per di più, mi pare che non abbiate avuto molta accortezza per questo animale a due piedi, giacché gli avete dato tanti nemici e scarse difese, tanti malanni e misere cure, tante passioni e poca saggezza." Il Demiurgo
"Troppo facile è la critica" - disse - "ma pensate che sia così semplice foggiar un animale che sia sempre raziocinante, che sia libero e che non abusi giammai della sua libertà? E allorché s'ha da far germogliare nove o diecimila piante, pensate che, con gran maestria, si possa impedire che qualcuna d'esse non possegga qualche proprietà perniciosa? Potete immaginare che con una certa quantità d'acqua, di sabbia, di fango e di fuoco, non si possa avere nè mare nè deserto?" Demogorgone 

Noi molto spesso sottovalutiamo il nostro mondo, il nostro essere, quando in realtà abbiamo già tutto il necessario. La Terra possiede tutto, siamo noi a dovercene prendere cura, cosa che ultimamente stiamo trascurando.
Nonostante tutto la Terra è piena di insidie, è vero, ma non dobbiamo vedere 'il bicchiere mezzo vuoto' perchè per compensare queste insidie vi è un'abbondante dose di bene che alle volte non vogliamo e non riusciamo a vedere.
Questa credo sia la storia che più mi è piaciuta, perchè nonostante fosse adattata alla mitologia rimane comunque attuale. Il dibattito di un dio perfetto che sminuisce questa terra imperfetta che nonostante tutto durerà nel tempo e sta riuscendo a sopravvivere con i suoi alti e bassi.
E soprattutto non dobbiamo scordarci che noi uomini abbiamo un grande dono che è quello della ragione, con i progressi che si stanno facendo ultimamente diventiamo sempre meno vulnerabili.
O forse sempre più.. chissà.


Voto: 3 frecce su 5.
Ammiro il lavoro svolto dalla Bottega dei Traduttori, davvero.
Una traduzione perfetta che si è adattata alla perfezione allo stile e al contenuto delle opere.
Però il mio voto va soprattutto alle opere in sè che, forse perchè erano piccoli racconti, non mi hanno coinvolto tanto, nonostante i concetti mi siano piaciuti.





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