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26 set 2016

I cento colori del blu - Amy Harmon » Recensione

Buooooooooon lunedì à tous!
Un po' di allegria, feeeeelicità è tenersi per mano..
Okay, mi ricompongo, ve lo giuro.
Come state? Nonostante praticamente nessuno mi risponda ( :( ) non smetterò di chiedervelo.

E' o non è strano avere due recensioni di fila nel blog?
Non ci sono più abituata..


➳ Titolo: I cento colori del blu
➳ Titolo originale: A different blue
➳ Autrice:  Amy Harmon
➳ Traduttori: Lucia Feoli - A. Ricci
➳ Casa editrice: Newton Compton Editori
➳ Pagine: 287
➳ Prezzo:  €5,90/€9,90 cartaceo €1,99 ebook
➳ Anno di pubblicazione: 2014

Amazon | Goodreads | Mondadori | Feltrinelli


➳ Trama

Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle: indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere...


➳ Recensione






E' da quando ho finito 'Il tuo meraviglio silenzio' che volevo leggere questo libro.
Li accomuna, in un certo senso, una storia simile e che alcuni di voi possono considerare un cliché.
Una ragazza con un passato doloroso alla spalle, una ragazza che nonostante tutto trova la forza di risollevarsi e alzare gli occhi verso il cielo, piuttosto che verso il baratro in cui sta sprofondando, in un certo senso, di sua spontanea volontà.

Volevo inoltre fare una piccola premessa. c'è una canzone che mi ha accompagnato nella lettura di questo libro. E questa canzone è: I will always return di Bryan Adams (canzone che, oltretutto è anche una colonna sonora del cartone Disney 'Spirit - cavallo selvaggio')
Se non l'avete mai ascoltata provatela, a me è piaciuta davvero tanto e non so come l'ho collegata a questo romanzo. (tanto che ce l'ho anche ora in riproduzione). E poi, Spirit ha a che fare con gli indiani e anche il nostro romanzo.

Aggiunsi qualche riga in più alla mia storia e mi fermai, tamburellando con la matita sul foglio come un pollo che becchetta dei semi. Forse la verità nascosta sotto l'apparenza era che avevo paura. Temevo che la mia storia potesse finire in modo tragico, come quella povera di Anna Bolena. Aveva fatto di tutto per diventare regina, ma poi era stata eliminata. Tutto quello che aveva ottenuto era stato spazzato via in un colpo, e l'uomo che avrebbe dovuto amarla l'aveva abbandonata al suo destino. Non mi ero mai considerata una gallina. Nei miei sogni ero un cigno, l'uccello più bello ed ammirato, che aveva dimostrato a tutti quanto si sbagliavano. (pg.70)
Bene, ora parliamo del romanzo comunque.
Un'inizio che non preannuncia affatto una fine simile. 
Una protagonista che sembra abbia buttato ogni aspettativa, ogni speranza, tutta se stessa, fuori da una metaforica finestra sul mare. E forse è proprio così.
La classica ragazza facile, per sua scelta, perchè questo è l'unico modo per rimpiazzare le attenzioni che le sono state negate durante l'infanzia o anche ora nella propria sfera famigliare.
Attenzioni che non vengono richieste solo attraverso la vicinanza fisica di qualcuno, bensì attenzione che lei cerca di attirare anche con i professori, con la figura autoritaria di cui alle volte ha accusato la mancanza.

Ed è proprio l'arrivo del professore che fa ingranare la storia. Dalla trama sappiamo tutti come andrà a finire, suvvia, non abbiamo neanche bisogno di sforzarci tanto.
Ma alla fine conta davvero come finisce o come si sviluppa?
In questo caso vi posso dire che conta di più come si sviluppa. La trama lascia celate molte vicende che non credo siano tanto facili da immaginare vedendo solo quel piccolo sunto.
Comunque.
Un professore intelligente, arguto, giovane, bello e anche piuttosto originale. La prima lezione con Wilson e già si ha un compito. Cominciare a descrivere la propria storia su un foglio.
E lasciatevelo dire da una persona riservata come la sottoscritta, credo che mai avrei completato davvero un simile compito. Ma la parte bella è che questo compito prosegue di pari passo con le sue lezioni. Ogni nuova nozione di storia porta con sè un nuovo tema per descrivere un vicenda cardine nella vita degli alunni. Singolare, no?
E anche la nostra Blue, sotto forma di storiella, scriverà la sua storia che catturerà l'attenzione del nostro caro professore, più di quanto non l'abbiano fatto i suoi dispetti verso di lui.

"C'era una volta... un piccolo merlo. Era stato buttato giù dal nido, scacciato. Gettato via. Poi un falco lo trovò e, sollevandolo da terra, lo portò con sè, lo accolse nel suo nido e gli insegnò a volare. [...]" (pg.116)
E come vi preannuncia la trama questa relazione alunna-professore sfocerà in una bella e sincera amicizia, almeno all'inizio. No, nessuna relazione nel periodo scolastico, lo dico per gli amanti del genere.
 Ma la vita dei nostri protagonisti, soprattutto di Blue, è soltanto appena iniziata.
Nelle successive duecento pagine circa credo ci siano davvero tantissime vicende che smuoveranno la scena principale veramente tanto.
Ma il loro rapporto non si spezzerà mai, rischierà varie volte ma riusciranno a rimanere in equilibrio senza lasciar cadere nè l'uno nè l'altra.

"Non lasciare che nessuno ti dica il contrario. Il rimpianto è il retrogusto della vita. Qualsiasi decisione tu prenda, ti chiederai se non avresti dovuto fare in un altro modo. Io non ho fatto per forza la scelta sbagliata, ho solo scelto. E ho vissuto le conseguenze della mia scelta, retrogusto e tutto. Mi piace pensare di aver dato al mio ragazzo la vita migliore che potessi, anche se non ero perfetta." Bev. (pg. 144)

Diciamo che, perdonatemi eh, ma mi aspettavo qualcosina di scontato riguardo ad alcune faccende che son venute fuori, ma fortunatamente mi sbagliavo.
Le verità che Blue scoprirà dimostrano una vera e propria storia intricata che con il tempo verrà sbrogliata, non due situazioni giusto per fare trama.
Neanche la relazione tra Darcy e Blue è stata scontata, anzi. Non è stata affatto affrettata, si è presa il proprio tempo, i propri spazi e a tempo debito è sboccata senza guardarsi intorno.
Cosa che io ho amato tanto.
E poi, per alcuni aspetti della relazione si vede proprio il conflitto interiore che la Blue del presente ha con la Blue che si sta lasciando alle spalle, e credo sia stata una giusta scelta anche quella dell'autrice quella di non puntare tutto sulla fisicità della loro relazione. Contiamo che Blue si è staccata di dosso l'etichetta della ragazza facile, puntare tutto su questo sarebbe stato un po' incoerente, no?
Ecco.

"Non mi amava abbastanza per rinunciare a me. Ma io non rovinerò la vita di questo bambino solo perchè ho bisogno di qualcuno da amare." Blue. (pg. 188)

Eccoci ad un argomento che non potevo non trattare.
Gravidanze non desiderate. Ormai siamo tutto concentrati nell'ottica che la madre dovrebbe sempre (escluse alcune eccezioni che non contemplano quella del libro di cui sto parlando) prendersi cura del bimbo che porta in grembo, come se darlo in affidamento fosse una pratica disumana, come se fosse un gesto di vigliaccheria.
Io credo, invece, sia un gesto di enorme coraggio. Proprio come si può dedurre dalla frase che vi ho citato qui sopra.
Solo perchè ormai questo bambino sta crescendo dentro di noi questo ci definisce automaticamente madri? Non credo, ci vuole ben altro.
E qui Blue credo abbia fatto una scelta veramente coraggiosa. Anteporre il benessere totale della bambina prima di un dovere convenzionale, prima del suo bisogno di amare. Perchè essere genitori non significa quello, no.

Un libro in cui non vi è una principessa che ha bisogno di essere salvata, bensì una ragazza che ce la farà da sola, a costo di tirarsi su le maniche e lottare contro se stessa. E sì, la figura di Wilson è necessaria, perchè in fondo anche Blue ha bisogno di una spalla a cui sorreggersi, soprattutto visto il cammino ricco di sfide, di sorprese e di verità nascoste che la attende.

Voto: 4,5 frecce su 5.
Un libro che si legge velocemente, scorrevole e che molto spesso arriva al cuore del lettore.
Sì, è una storia d'amore e come tale vi sono alcune scene cliché già lette, ma nei fatti principale non si presenta affatto scontato.





4 commenti:

  1. Ciao Valeria, bella recensione, ho letto questo libro l' anno scorso, hai perfettamente ragione quando scrivi: è un libro che arriva diritto al cuore, per non uscirne più ed è una delle caratteristiche della Harmon, poiché ogni storia che scrive e diversa a modo suo ma è anche unica nel suo genere...
    A presto,
    Ella

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    Risposte
    1. Sono contenta di non essere l'unica ad aver sentito una sensazione simile.
      E' stato il mio primo libro della Harmon e presto spero di leggerne altri.
      A presto^^

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  2. Non ho avuto ancora modo di leggerlo, ma ho letto pareri davvero positivi! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è molto bellino, spero tu lo possa leggere presto ^^

      Elimina

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